Fuori dal silenzio

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.

fonte Wikipedia

In occasione delle iniziative 2018 riguardanti la violenza contro le donne vi raccontiamo la storia del progetto realizzato nel 2018 per il Centro Antiviolenza San Donato Milanese, che si colloca all’interno della campagna di regione Lombardia “Fuori dal silenzio”, commissionatoci per iniziativa di 14 comuni della provincia di Milano. 

Il brief

Secondo i committenti, due sono le richieste da soddisfare:

  1. comunicare la presenza sul territorio di questo centro, una struttura pubblica definita come “un luogo che accoglie, ascolta e sostiene donne che subiscono violenza”;
  2. utilizzare lo slogan ufficiale della campagna di Regione Lombardia 

Le persone destinatarie

Le persone che la comunicazione si prefigge di raggiungere sono soprattutto loro, le donne vittime di violenza, che vivono situazioni di disagio o che si sentono in pericolo. Quindi, donne diverse per nazionalità, cultura, stato sociale, reddito, abitudini, lingua, età..

La prima questione è: come parlare a ciascuna di loro, viste le grandi differenze? Come mandare loro un messaggio efficace e diretto scavalcando i filtri linguistici e culturali?

La prima risposta è: Rifugio.

Cosa cerca una persona in pericolo? una persona che subisce violenza?

Inizialmente il nostro lavoro si è concentrato sul concetto di rifugio, di casa, di luogo sicuro. Un rifugio è utile ma è una soluzione temporanea, non l’obiettivo finale.

La seconda risposta è: uscire.

Uscire dal silenzio, uscire dalla brutta attuale situazione verso una vita migliore, speranza nel futuro, serenità. Uscire è la parola chiave, un’azione attiva da parte della persona in difficoltà, il primo passo per cambiare, un passo in cui poter immedesimarsi. Uscire dal silenzio, appunto. 

Quindi abbiamo detto “silenzio”. Ma come lo rappresentiamo il silenzio? e la sua uscita è verso il rumore? Ma come lo rappresentiamo il rumore?

Con il buio e con la luce.

Infatti, se scaviamo nella profondità delle sensazioni, le paure, le speranze, la gioia, il dolore accomunano tutte le persone. Se riusciamo a parlare ai sentimenti, le barriere culturali cadono.

Quindi niente simboli perché troppo legati alla cultura di provenienza; e niente di astratto, per lo stesso motivo.

Il buio e la luce ci rimandano le sensazioni di paura, pericolo, speranza, futuro che occorrono al nostro progetto per veicolare il messaggio: 

puoi uscire da questa brutta situazione, ti aiutiamo, siamo qui.

L’illustrazione

Ecco la soluzione! Un linguaggio universale, figurativa quanto basta per comprendere il soggetto e semplificata per essere riproducibile in ogni situazione.

Infine questo è il risultato:

PROPOSTA A

Fuori dal silenzio violenza contro le donne centro antiviolenza

Il soggetto principale, femminile ma senza connotazioni specifiche portare da vestiti ed accessori, cammina (azione) con passo un po’ timoroso, ma in comunque in movimento ed in autonomia, verso destra (positivo, futuro) e verso una sorgente di luce (speranza, vita migliore). Alle sue spalle una porzione di foresta nera e un po’ minacciosa (il passato da lasciare indietro) davanti la luce. 

PROPOSTA B

Fuori dal silenzio violenza contro le donne centro antiviolenza

Qui la foresta diventa un albero spinoso che ricorda una bocca con un linguaggio più tipico delle fiabe illustrate. Per sostenere maggiormente l’effetto di luce abbiamo introdotto l’ombra.

PROPOSTA C

Fuori dal silenzio violenza contro le donne centro antiviolenza

In questa versione la foresta è stata ridotta ed è più tentacolare. L’immagine è più equilibrata tra pieni e vuoti.

PROPOSTA D

Fuori dal silenzio violenza contro le donne centro antiviolenza
Abbiamo tolto tutti gli elementi accessori. Se l’immagine funziona ancora, significa che erano superflui. L’ombra più inclinata sottolinea meglio la vista da dietro della figura.

Fuori dal silenzio violenza contro le donne centro antiviolenza

Ed ecco il risultato finale applicato, il lettering un po’ disegnato ed irregolare si sposa con il linguaggio dell’illustrazione. L’alternarsi dei pesi delle lettere, alcune nere e altre leggere, danno la sensazione dello sforzo di alzare la voce.
Perché rosa? perché nella cultura italiana contemporanea è assurto a simbolo di attività sociale che riguarda l’universo femminile (come le campagne per la prevenzione di malattie, oltre che quelle legate alla violenza contro le donne). Un orizzonte inclinato e parallelo all’ombra sottolinea l’effetto luce/ombra, incorpora il testo in rosa e caratterizza graficamente tutte le applicazioni.

 

|| Categoria Corporate Identity & Story Telling

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